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Dollaro USA ancora in rialzo

businessNegli ultimi giorni sono rimasti immutati i temi sulle valute rispetto a quanto avvenuto ad inizio anno: la fiducia circa i rialzi dei tassi di interesse di riferimento della Federal Reserve nel 2107 e le politiche fiscali espansive di Trump hanno alimentato l’appetito per il rischio. Situazione che ha favorito la risalita dei rendimenti dei Treasury USA e con essi il dollaro, al massimo da 14 anni verso lo yen nelle fasi conclusive delle contrattazioni asiatiche.

Insomma, per il momento sembra proprio che il mercato valutario possa rimanere ancorato a quel che verrà deliberato in seno alla Federal Reserve, con la banca centrale statunitense che non solamente influenzerà i corsi valutari, ma orienterà prevalentemente i propri comportamenti al fine di controbilanciare gli atteggiamenti derivanti dalla nuova politica fiscale di Trump, che tra qualche giorno (il 20 gennaio) si insedierà alla Casa Bianca. Se i rialzi dovessero essere almeno tre (o più), è possibile che il dollaro possa godere di nuovi margini di potenziale apprezzamento contro euro e contro le altre principali valute.

Sulle risorse di base, rileviamo come stia proseguendo la corsa del petrolio in Asia e in Europa. La fiducia degli operatori consolida sulla prospettiva di un rialzo dei prezzi del proprio prodotto da parte dell’Arabia Saudita, nell’ambito del piano di tagli alla produzione che ne vede invece ridurre la quantità offerta. Il trend positivo del petrolio appare però rallentato, nella sua dinamica, dalla forza del dollaro, che rende il greggio più costoso per i paesi importatori. Vedremo anche in questo caso quel che avverrà nelle prossime settimane, quando gli accordi OPEC – non OPEC verranno messi a dura prova dalla realtà dei fatti…

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